JOHN OPITZ È MORTO SERENAMENTE IL 31 AGOSTO 2023 ALL’ETÀ DI 88 ANNI. LA NOTIZIA HA PROFONDAMENTE RATTRISTATO QUANTI LO CONOSCEVANO, ANCHE SOLO DI FAMA

John Opitz è morto serenamente il 31 agosto 2023 all’età di 88 anni. La notizia ha profondamente rattristato quanti lo conoscevano, anche solo di fama.

Volentieri consegno agli amici e colleghi della SIGU questo breve ricordo di una persona che ho incontrato per la prima volta quaranta anni fa e che ha segnato profondamente la mia vita professionale e non solo. John è stato per me un maestro, nel senso più nobile del termine, una fonte di ispirazione e un amico fraterno. Amico non solo mio, ma di molti in Italia, un paese che amava e che ha visitato molte volte, affascinato dalla sua storia e dalla sua cultura. In Italia ha insegnato, non solo dal podio di convegni e simposi, ma anche e soprattutto negli ambulatori delle malattie rare, dove veniva spesso chiamato per valutare casi particolarmente complessi. La genetica clinica italiana non sarebbe quella che è oggi senza gli insegnamenti che John ci ha lasciato. Questo ruolo di mentore gli è stato riconosciuto anche con l’ufficialità della laurea honoris causa conferitagli nel 1999 dalla università di Bologna. Sarebbe qui troppo lungo elencare tutti i contributi di John alla nostra disciplina, anche solo l’elenco delle sindromi che ha delineato e che poi la genetica molecolare ha confermato, scoprendone la causa. Vorrei solo notare che tuttavia non di questo contributo John andava particolarmente fiero, ma piuttosto dei suoi studi sulla biologia dello sviluppo umano (human developmental biology) e comparato, base indispensabile per comprendere la patogenesi delle sindromi malformative. A questo merito non si può non aggiungere quello di aver fondato l’American Journal of Medical Genetics, strumento straordinario di diffusione e crescita della nostra disciplina.

Chi ha conosciuto bene John Opitz non è rimasto sorpreso dal fatto che abbia voluto lui stesso comporre il proprio necrologio, riportato qui di seguito:

John M. Opitz, MD died on 8/31/2023. He last served, with gratitude, the University of Utah as Emeritus Professor of Pediatrics in its Division of Medical Genetics. He came to Salt Lake City on 1/1/1997, having previously worked for 18 years in Montana as clinical geneticist out of Shodair Hospital in Helena. 

 

Dr. Opitz was born on 8/15/1935 in Hamburg, Germany as only child of Erica and Friedrich Opitz, the latter dying when John was five years old. He spent the years of 1942-1947 with his grandfather in Hamburg during its destruction through Allied air raids and its occupation by British forces. In 1945 his mother began to work with the American Occupation forces and the Allied War Crimes Tribunal until 1950 when both received permission to enter the United States, settling in Iowa City, Iowa. Here, John completed his high school, college, and medical education and began training in Pediatrics. 

In 1961, Dr. Opitz moved to Madison, Wisconsin to complete training at the University of Wisconsin, emphasis: Pediatric Genetics. During his Fellowship training 1962-1964 and for a subsequent five years, he received support from the National Institutes of Health. Between 1964 and 1979 he served on the faculty of the University of Wisconsin, departments of Pediatrics and Medical Genetics, founding in the latter its Division of Clinical Genetics, its Medical Genetics and Genetic Counseling Training programs, as well as the American Journal of Medical Genetics

Dr. Opitz was known as a morphologist, emphasis on pleiotropy (“syndromes”) worked out in detail by means of phenotype analysis. In later years he concentrated on the relationship between evolution and development. His work on that subject remains incomplete. 

Dr. Opitz is survived by his wife Dr. Susan Lewin of 35 years, and their daughter Emma. He is also survived by children Lea, Teresa, John, Santi, first wife Marian, and grandchildren Lauren, Nate, Greg, Darya, Fauna, Violet, and Max. John joins son, Felix, who died previously.

Dr. Opitz was naturalist, humanist, student of the history of morphology. He loved children, animals, all things beautiful and held to the view that music was “the voice of God.”

In questo necrologio non sono citate le onorificenze che John ha ricevuto (troppe per essere menzionate tutte), dalla già ricordata laurea honoris causa dell’università di Bologna, all’Odine al  Merito (Bundesverdienstkreuz) della Repubblica Federale Tedesca, segno della profonda “umiltà” che ha caratterizzato la vita di questo gigante della cultura.

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